Bundle of Joy

Piange per ore e non si calma? Cosa dicono il Ministero e la SIP, con le loro parole.

Il Ministero della Salute, la Società Italiana di Pediatria (SIP) e ISSalute, il sito dell’Istituto Superiore di Sanità, spiegano che cosa sono le coliche, quando passano, cosa puoi fare e quando chiamare il pediatra. Molte citazioni vengono da «Quando nasce un bambino», un opuscolo del Ministero del 2004. Qui trovi le loro frasi, parola per parola, con il link a ogni fonte.

Che cosa sono le coliche del neonato?

Le prime due citazioni vengono da «Quando nasce un bambino»: la prima dal capitolo sulle coliche, la seconda da quello sul pianto. La terza è di ISSalute e parla del pianto del neonato in generale.

«È un evento molto frequente che generalmente colpisce i lattanti sotto i tre mesi di vita.
Un attacco di coliche gassose è caratterizzato da un esordio improvviso, generalmente nelle ore pomeridiane o serali, di pianto intenso, acuto e difficilmente consolabile. L’addome in genere è disteso e le gambe sono flesse sull’addome. Il volto è paonazzo, i piedi possono essere freddi e le mani serrate.» Ministero della Salute
«Il bimbo piange per molti motivi, ad esempio:
• fame
• disagio
• affaticamento
• noia
• eccesso di stimolazioni
• luci e rumori eccessivi
• caldo
• qualche disturbo o dolore
Se per la maggior parte della giornata è contento, ma piange o urla nel pomeriggio o sera e continua per molto tempo, se solleva anche le gambine come per dolore, si tratta di coliche.» Ministero della Salute
«Il neonato, di solito, piange se è sporco, se ha caldo o freddo, se c’è troppa confusione o se ha fame. Il pianto ed il comportamento possono essere diversi dal solito se il bambino è malato o sente dolore, come in caso di coliche. Infine, alcuni bambini sono semplicemente più bisognosi di attenzioni e piangono perché vogliono essere tenuti in braccio e coccolati.» ISSalute (Istituto Superiore di Sanità)

Sono coliche gassose?

Sulle cause, l’opuscolo del Ministero si apre così. La seconda citazione è di un articolo di «Area Pediatrica», la rivista della SIP per i pediatri.

«Il dolore è provocato dalla rapida distensione della parete intestinale determinata dal passaggio di bolle d’aria.
Non esiste una sola causa in grado di spiegare completamente il fenomeno.» Ministero della Salute
«Uno degli eventi più stressanti nei primi mesi di vita per neonati e genitori è costituito dalle coliche funzionali del lattante, note con il termine di “coliche gassose” per il frequente meteorismo che vi si associa e a cui si dà ruolo patogenetico centrale in un contesto multifattoriale estremamente variabile e individualizzato.» Società Italiana di Pediatria (SIP)

Quando passano le coliche?

Sul periodo in cui il pianto è più forte, l’opuscolo del Ministero del 2004 e il comunicato di Terre des Hommes sulla campagna NONSCUOTERLO!, ripubblicato dalla SIP, non dicono la stessa cosa: ecco l’uno e l’altro. La prima e l’ultima citazione parlano del pianto in generale, non solo delle coliche.

«Il bambino piange normalmente circa 60-90 minuti al giorno durante le prime 3 settimane di vita, alla stessa ora ogni giorno, e non smette con nessun tipo di consolazione; questo è normale. Nelle settimane successive il pianto può aumentare di 2-4 ore al giorno, poi gradualmente decresce intorno ai 3 mesi di età.» Ministero della Salute
«È difficile che i lattanti abbiano coliche gassose dopo il 3° mese di vita. I genitori devono sapere che, per quanto disperata possa sembrare la sintomatologia si tratterà di un evento destinato a sparire così come si è presentato.» Ministero della Salute
«Tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita, infatti, il pianto dei lattanti raggiunge il periodo di massima intensità e può assumere caratteristiche tali per durata e imprevedibilità da innescare grande esasperazione nel genitore o in chi si sta occupando del bambino.» Terre des Hommes (comunicato ripubblicato dalla SIP)

Cosa puoi fare per calmarlo

La prima citazione è dell’opuscolo del Ministero sull’allattamento al seno, «Allattare al seno: un investimento per la vita». Le altre tre vengono da «Quando nasce un bambino».

«I famigliari ed il partner possono anche condividere la cura del bambino. Il bambino può piangere per molti motivi, non solo per fame. Una volta controllato che la poppata non sia la soluzione richiesta in quel particolare momento, ci sono altre maniere di confortarlo: tenerlo pelle a pelle, cullarlo, portarlo in giro, fargli il bagnetto, cambiargli il pannolino, parlargli. Tutte cose che può fare anche un partner o una nonna!» Ministero della Salute
«Il piccolino può essere tenuto in braccio in modo tradizionale, ma c’è un modo particolare che a molti bambini piace, cioè a pancia in giù, con la testa appoggiata nell’incavo del vostro braccio e il torace steso sull’avambraccio.
La vostra mano va tenuta tra le gambe del bambino in modo da sostenergli l’addome. Questa posizione è molto utile anche in caso di coliche addominali.» Ministero della Salute
«È comune l’osservazione che l’emissione di feci e gas produca temporaneo sollievo al lattante.
Di conseguenza cullare il piccolo tenendolo in posizione prona sull’avambraccio così come praticargli dei massaggi della parete addominale sono accorgimenti che possono apportare un beneficio immediato, anche se temporaneo.» Ministero della Salute
«Favorire l’emissione d’aria durante le pause della poppata può essere d’aiuto.» Ministero della Salute

Se ti senti in difficoltà

La prima citazione è dell’opuscolo del Ministero sull’allattamento al seno, la seconda dell’articolo di «Area Pediatrica», scritto per i pediatri.

«L’arrivo di un nuovo bambino cambia indubbiamente la vita ed è normale avere emozioni anche contrastanti di fronte a questi cambiamenti, al di là di come si nutre il proprio figlio.» Ministero della Salute
«Che la gestione di un lattante con coliche funzionali sia a volte difficile per i genitori, specie in assenza di patologie organiche e in presenza di un regolare profilo di crescita e di sviluppo è indubbio. Che tale percorso debba essere governato dal pediatra e non da web o social network, in cui proliferano anche versioni moderne ed evolute (sino ad un certo punto) di guaritori e stregoni del passato, è altrettanto consolidato.» Società Italiana di Pediatria (SIP)

Medicine, dieta e rimedi letti sul web

La prima citazione viene da «Quando nasce un bambino». La seconda è dell’articolo di «Area Pediatrica», scritto per i pediatri, che mette in guardia dal phon puntato sul viso del bambino.

«solo su indicazione del pediatra curante si potrà somministrare medicine o modificare la dieta.» Ministero della Salute
«Da qualche tempo ormai si è diffusa sul web una vera e propria indicazione all’uso terapeutico del phon elettrico indirizzato verso il volto o il capo del neonato o del lattante in corso di coliche. ... Diffondere come taumaturgica e miracolosamente risolutiva una misura del genere, che naturalmente è priva di qualsiasi base ed evidenza clinica, espone il neonato ai rischi di lesioni cutanee di vario genere, dalla dermatite alla ustione, rendendolo vittima di un vero e proprio abuso.» Società Italiana di Pediatria (SIP)

Quando non ce la fai più: non scuoterlo mai

La prima citazione è del comunicato di Terre des Hommes sulla campagna NONSCUOTERLO!, che la SIP ha ripubblicato nella sua area stampa; la seconda di una pagina della SIP per i genitori.

«Se il pianto del proprio bambino diventa insostenibile e si è fatto tutto quanto possibile per calmarlo, verificando il suo stato di salute e le sue esigenze primarie, bisogna lasciare il bambino in un posto sicuro e allontanarsi, fino a quando non si è riacquistato il controllo delle proprie emozioni. Ma non scuoterlo mai.
Se possibile, chiamare qualcuno, un amico o un famigliare che possa dare un supporto anche solo momentaneo. Questo può fare la differenza nella vita di un bambino.» Terre des Hommes (comunicato ripubblicato dalla SIP)
«Bastano pochi secondi di scuotimento per provocare la Sindrome del bambino scosso, che può causare lesioni cerebrali permanenti (ritardo mentale, paralisi cerebrale, cecità) o addirittura la morte. ... Mai scuotere un bambino!» Società Italiana di Pediatria (SIP)

Quando chiamare il pediatra

La guida del Ministero alle emergenze elenca i segnali per cui chiamare il pediatra quando un bambino sta male, non solo per le coliche. Tra questi c’è un pianto diverso dal solito che non riesci a calmare, mentre «Quando nasce un bambino», più sopra, chiama normale un pianto che non smette con nessuna consolazione. La SIP, in una pagina su quando andare al pronto soccorso, parla delle coliche.

«I genitori di solito sanno quando il loro bambino ha qualcosa che non va, ma non sempre è facile capire di cosa si tratta.
Ci sono alcuni sintomi che non bisogna trascurare, perché possono essere segnali che il tuo bambino non sta bene. Se noti questi sintomi, chiama il tuo pediatra di fiducia e chiedi il suo consiglio.
IL TUO BAMBINO NON REAGISCE NORMALMENTE:
• quando è sveglio, sembra insolitamente assonnato o disinteressato;
• non ha voglia di mangiare;
• quando lo coccoli, ti sembra debole e stanco;
• il suo pianto sembra diverso (lamentoso, stridulo) e non riesci a tranquillizzarlo.
IL TUO BAMBINO:
• è molto pallido;
• è irritabile, non vuole essere toccato;
• ha un’eruzione cutanea;
• ha la pelle livida;
• respira a fatica o più veloce del solito;
• ha la nausea o vomita.
Ricorda sempre: tu conosci il tuo bambino meglio di chiunque altro! Se sei preoccupato, chiama il tuo pediatra di fiducia per una consulenza.» Ministero della Salute
«Nel lattante le colichette sono una condizione assolutamente benigna e autolimitante, pertanto non bisogna recarsi in PS per questo fastidio. Se però il mal di pancia non sembra legato alle coliche, è importante consultare il Pediatra.» Società Italiana di Pediatria (SIP)

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Diario del neonato condiviso · Report per il pediatra

Fonti

Ogni citazione di questa pagina è stata verificata alla fonte il . Non è un parere medico: per il tuo bambino, chiedi al pediatra.

Altre guide: Singhiozzo nel neonato · Quanto latte e quante poppate · Febbre nel neonato

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